Colloquio normale: chi sei, cosa fai, portfolio, designer preferito. Tutto regolare.
Poi arriva l’offerta: 1000€ + IVA per una posizione full time in partita IVA.
Una cifra che insulta non solo chi lavora, ma anche l’idea stessa di professionalità.
Rifiuto, ovviamente.
Dopo poco mi scrivono di nuovo: “Abbiamo riconsiderato, possiamo offrire 1200€ + IVA.”
Tradotto: abbiamo finito i sì, ora tocca ritentare con un’altra elemosina.
Una trattativa da mercato rionale, non da studio che si vanta di rappresentare l’eccellenza del design italiano.
Questo è il problema: studi celebri che costruiscono la loro immagine sull’estetica, ma ignorano l’etica.
Offrire 1000€ per un full time in partita IVA non è un “inizio”, è sfruttamento mascherato da opportunità.
E finché la nostra generazione accetterà simili proposte per “fare esperienza”, continueranno a chiamarlo design, ma sarà solo precarietà ben confezionata.