Mi sono candidata per una posizione ad aprile e ho ricevuto una proposta soltanto a giugno, dopo un iter composto da tre colloqui: un primo contatto telefonico con HR, una videochiamata con HR e un colloquio finale in presenza con il responsabile del team.
Fin dalle prime fasi è stata sottolineata l’assenza di flessibilità oraria e di smart working.
Ho trovato poco chiaro il processo di selezione. Mi ero candidata per una specifica posizione, ma durante il colloquio HR mi è stato comunicato che il mio profilo non era adatto a quel ruolo e che si sarebbe presto liberata una posizione più in linea con la mia esperienza. Successivamente, però, durante il colloquio con il team leader sono stata valutata nuovamente per la posizione originaria. Anche le mansioni sono rimaste poco definite: mi è stato spiegato che sarei stata inserita nel team senza una chiara identificazione del ruolo e delle responsabilità effettive.
L’offerta ricevuta riportava RAL e inquadramento contrattuale. Durante i colloqui mi era stato più volte detto che sarebbero stati disponibili a chiarire qualsiasi dubbio relativo alla proposta.
Analizzando il documento ho notato che nella RAL risultavano inclusi gli straordinari forfettizzati, senza benefit aggiuntivi, e che l’inquadramento proposto era inferiore a quello che ricopro attualmente, pur a fronte di una retribuzione analoga.
Ho quindi inviato un’e-mail chiedendo chiarimenti su alcuni aspetti, per me non vincolanti, ma che avrei voluto comunque chiarire prima di accettare: modalità di gestione degli straordinari forfettari, durata del periodo di prova e tipologia contrattuale prevista.
Dopo alcuni giorni sono stata contattata dall’HR, che mi ha comunicato l’intenzione dell’azienda di ritirare la proposta. La motivazione fornita è stata che le domande da me poste avevano rappresentato un elemento di criticità nella valutazione della mia candidatura. Mi è stato inoltre riferito che i dettagli richiesti sarebbero stati forniti soltanto dopo la firma della proposta e in prossimità dell’inizio del rapporto di lavoro.
Personalmente ho trovato poco trasparente la gestione delle informazioni contrattuali e insolito che domande basilari sulle condizioni di lavoro siano state considerate un ostacolo anziché una normale attività di valutazione reciproca tra azienda e candidato